Posted by Domenico Delle Side
Tue, 31 Mar 2009 07:59:46 GMT

C’è chi, in questi tempi di crisi, anziché andare alla ricerca del cosiddetto “posto statale”, lo rifugge improvvisamente, tipo Gianni Riotta, che lascia la direzione del TG1 per quella de Il Sole-24 Ore, nel riserbo più assoluto. I giornali ne scrivono poco, dedicando, invece, ampio spazio all’altra contemporanea sostituzione eccellente, ovvero quella che vede tornare Ferruccio de Bortoli alla guida del Corriere della Sera al posto di Paolo Mieli.
Il giornale di Via Monte Rosa è senz’altro uno dei principali giornali italiani, ma le due cariche non sono lontanamente paragonabili: essere direttore del primo TG nazionale non è come essere direttore del terzo giornale nazionale. In un paese in cui i deretani tendono ad essere saldamente attaccati alle poltrone, questo evento mi sembra piuttosto strano.
Riotta che lascia spontaneamente e senza preavviso alcuno la direzione del TG1? Cosa c’è dietro? Perché questo autolicenziamento? Forse Riotta ha cercato di obbedire ad un ordine, prima ancora che questo venisse dato?
Rimarremo col dubbio.
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Posted by Domenico Delle Side
Thu, 19 Mar 2009 21:02:00 GMT

Quando viene indagato un politico, ascoltiamo a reti unificate svariati sofismi sulla presunzione d’innocenza: una persona è innocente fino a quando il sistema giudiziario non dimostra il contrario, facendo il suo regolare corso.
Fin qui, ovviamente, nulla da eccepire, visto che è un principio sacrosanto. Ovviamente, è altrettanto giusto che ognuno si faccia un’idea, mettendo sempre in conto di potersi sbagliare. La cosa che mi sconvolge, invece, è l’uso subdolo dell’informazione per processare e condannare mediaticamente le persone.
Prendiamo, per esempio, il caso Genchi, il famoso consulente che ha lavorato per diverse procure italiane. Questa persona, da giorni, è presentata costantemente sotto una luce negativa, senza che alcun processo sia stato tenuto, senza alcun pronunciamento di un tribunale. Numerose dichiarazioni di politici lo riguardano e lo dipingono come un pericolo per la Repubblica Italiana.
Se ne parla così tanto e male, che, con dolo o meno, viene preso a esempio di “spione” (che poi, a bene vedere, non era questo il suo lavoro). Nel TG1 di oggi, in un servizio sui software spia per i cellulari, Genchi veniva additato, appunto, come turpe esempio di persona che spia gli altri; dopo una breve intervista ad un esperto del settore, la giornalista inizia il suo commento con la frase “piccoli apprendisti Genchi crescono”. Sarei curioso di chiedere alla giornalista e ad eminenti politici se anche per Genchi valga la presunzione di innocenza!
A voler pensare male, uno può anche riflettere sul perché di quella frase. Il caso Genchi, di sicuro, è agli onori della cronaca in questi giorni, ma dubito che sia penetrato così tanto nella cultura degli italiani da essere preso a modello di riferimento per rappresentare una categoria di persone. In questo mondo di famosi, il consulente è semplicemente una meteora della quale si parla oggi, si parlerà ancora per qualche settimana, ma poi tutti se ne dimenticheranno.
Che significato ha, dunque, quel “piccoli apprendisti Genchi crescono”? Sempre a voler pensare male, uno potrebbe anche credere che sia stata piazzata lì ad hoc, magari per depositare nelle menti dei telespettatori l’associazione Genchi-spione, Genchi-(azione turpe). Sentila oggi, sentila domani e alla fine quest’associazione diventerà automatica e sarà scritta indelebilmente nella mente di chi l’ha ascoltata.
A voler pensare male.
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