Fughe e rientri

Posted by Domenico Delle Side Mon, 22 Dec 2008 23:01:00 GMT

Qualche giorno fa, guardando non ricordo quale TG, ho sentito di un piano del governo per stimolare il rientro dei cervelli. Si parla di un qualche tipo di sconto fiscale per le persone che ritornano in italia dopo aver lavorato all’estero. Secondo il governo i ricercatori italiani emigrati, ad esempio, dovrebbero tornare perché avrebbero uno sconto fiscale.

Sul momento non ci ho fatto caso più di tanto, l’ho interpretata come una delle solite panzane democratiche del nostro amato governo. Oggi, tuttavia, m’è ritornata in mente. Ci ho pensato un po’ e mi sono chiesto: “quale persona sana di mente lascerebbe un posto di lavoro in cui viene pagato bene, in cui viene considerato importante ed in cui, soprattutto, gli viene data la possibilità di fare ciò che ha sognato e per cui ha lottato?”.

Può mai essere qualche euro di sconto a far cambiare idea a queste persone?

Come se non bastasse, c’è un’altra cosa che mi fa pensare che un ricercatore non tornerebbe mai a queste condizioni: dopo essersi affrancato dal sistema di potere delle università italiane, non vorrà più averci a che fare. Tornare per cosa, quindi? Per scontrarsi con un qualche barone che cercherà di mettergli i bastoni tra le ruote?

Buonanotte al merito.

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