Mariastar

Posted by Domenico Delle Side Sun, 19 Oct 2008 20:07:00 GMT

Ho letto con interesse un articolo-intervista sulla nostra amata ministra dell’istruzione, Mariastella Gelmini. Lettura stimolante, non tanto per i contenuti, quanto per l’ispirazione.

Quando sento parlare in politichese, cerco sempre di tradurre dentro me il suo discorso, sia per mantenere il cervello in forma, sia per rendermi conto delle baggianate che sta dicendo (cosa probabilissima). Allo stesso modo, quando leggo un articolo mi comporto in modo analogo, aiutato dal fatto che posso rileggere e ragionare su ciò che è scritto.

Mi sono, quindi, divertito a tradurre Mariastar (come la chiama la Littizzetto). In corsivo gli estratti dell’articolo, in grassetto la mia traduzione e/o le mie riflessioni.

«Spaventata dai cortei? Neanche un poco. Casomai più decisa di prima». Bene, ecco un’altra malata di cazzutismo!

... Vorrebbe che si ragionasse sul fatto che in questo Paese il numero degli addetti alla scuola è stato gonfiato in misura assurda. «Un milione e 300 mila persone. Questo ha comportato un aumento della spesa negli ultimi 10 anni del 30%, siamo passati da 33 a 43 miliardi di euro. Non ce lo possiamo permettere ». I debiti di Alitalia, invece, ce li possiamo permettere.

...«I sindacati hanno messo in giro la voce che licenzieremo migliaia di insegnanti e molti finiranno negli uffici postali. Falso. Lo dico ad alta voce: non licenzieremo nessuno». Mariastar dice la verità, non licenzieranno alcuna persona, infatti lasceranno soltanto che migliaia di contratti a tempo determinato terminino naturalmente e poi non li rinnoveranno più. Non un licenziamento, quindi… eh si, bisogna essere tecnici quando si parla!

...Serve però un utilizzo migliore dei fondi. «Questo riguarda anche le università. Ci sono almeno 5 atenei con i conti fuori controllo. L’università rischia di finire come l’Alitalia e io voglio mettere mano subito a una riforma ». Ce ne sono troppe. traduzione: «Ecco, qui devo trovare una scusa per poter intervenire anche sull’università»

... Allora sta pensando al turnover, una quota del 20% dei docenti che escono andrebbe ai precari, «premiando i più meritevoli…». traduzione: «Il sistema con cui vengono scelti professori e ricercatori non ci consente di poter piazzare a piacimento i più bravi (ovvero quelli che piacciono a noi), quindi va cambiato».

«Non ho capito la levata di scudi sulle classi separate. Se un bambino straniero che non conosce l’italiano studia la lingua in corsi separati cos’è, razzismo o buonsenso?». Come ha fatto notare la buona Littizzetto, il meccanismo è questo: per far imparare l’italiano ad un bambino straniero, lo si mette in una classe in cui nessuno parla italiano. Sono dei geni!

«Nelle università si fanno sentire solo i docenti di sinistra. Sarebbe ora che anche i moderati, per la miseria, mostrassero gli attributi». Forza della convinzione: sono gli altri che sbagliano! In pratica, è colpa dei moderati senza palle se tutti questi di sinistra protestano. Improbabile che i professori, a prescindere dalla loro orientazione politica, siano contrari ai provvedimenti di Mariastar!.

Mi rendo conto sempre di più di quanto sia necessario farsi sempre domande, chiedersi se siano quantomeno plausibili le parole dei politici. Anche se un po’ brutale, è proprio vero: “ci pisciano addosso e dicono che piove”!

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