Il caso Previti

Posted by Domenico Delle Side Sat, 06 May 2006 13:30:00 GMT

La sentenza che ha condannato Cesare Previti a 6 anni di carcere non ha alcunché di speciale; è una sentenza come tante, una sentenza che non deve scandalizzare, nè far gioire. Un cittadino della Repubblica, macchiatosi di alcuni reati, è stato giudicato e condannato, la realtà dei fatti è questa, punto.

Ciò nonostante, gli esponenti della Casa delle Libertà si lanciano in fantasiose difese (di Previti) e astiose accuse (nei confronti della magistratura) riuscendo alla fine in un teatrino che scandalizza quanto il colpevole silenzio dei leader dell’Unione, troppo occupati a spaventarsi delle possibili reazioni alle (manipolazioni delle) loro reazioni.

Senza dubbio, quello del politico non è un mestiere facile, ma di contro non lo è neppure quello dell’elettore, troppo disorientato e tradito da rappresentanti irresponsabili o troppo codardi. Forse, ormai, il problema della precarietà del lavoro si è trasferito anche agli elettori, facendoci diventare tutti dei precari dei nostri stessi interessi; siamo elettori giusto per il mese che precede le elezioni e poi, per il resto, non lo siamo più, dimenticandoci dei nostri diritti e dei nostri doveri.

Accade così che faccende come quella di Previti possono essere ignorate o completamente travisate, poiché dopo l’undici aprile ci hanno licenziati, dopo quella data non siamo stati più ritenuti abili alla politica.

Ricordiamocelo: Previti è stato condannato a 6 anni per corruzione di giudici nella vicenda della causa tra IMI e SIR. Previti è stato riconosciuto colpevole, il tutto attraverso un regolare procedimento (3 gradi di giudizio). Non c’è alcuna politica di mezzo in tutto questo, i fatti sono stati commessi ben prima che il caro avvocato romano scendesse in politica, e così pure le indagini a carico.

La realtà che si ha sotto gli occhi guardando la TV è sconfortante: nei programmi televisivi non si parla del caso Previti, oppure se ne parla solo ed esclusivamente a suo favore. Nessuna voce contraria, nessuna voce fuori dal coro.

Ogni giorno milioni di italiani, italiani (auto-?)licenziati dalla politica dopo il voto, vengono bombardati con il messaggio di un Previti innocente, di un Previti accusato e condannato ingiustamente. Il risultato di questa manovra è scontato: l’avvocatuccio si trasformerà come per incanto in un agnellino, vittima di un caso di malagiustizia.

In tutto questo L’Unione tace. La paura delle ritorsioni mediatiche è tanta, così tacciono; hanno già avuto l’esperienza delle dichiarazioni di Bertinotti su Mediaset. Parlando si richia di perder voti! Meglio lasciare che questi facciano il bello ed il cattivo tempo, piuttosto che essere civili e responsabili. Complimenti.

Comunque si legga la questione, un dato è certo: il contratto dell’elettore è scaduto e non sappiamo se e quando verrà rinnovato. Che razza di società civile si può costruire in questo modo?

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