Posted by Domenico Delle Side
Thu, 05 Feb 2009 08:41:22 GMT
Ci sta accadendo questo, stiamo piano piano scivolando in un abisso di mediocrità (non aurea), spinti dalla pochezza e dall’irresponsabilità della politica e dell’informazione.
Politici senza spina dorsale, mercenari, che mirano solo a soddisfare la loro sete di potere o il loro desiderio di sentirsi importanti. Politici idioti, politici senza cultura, politici imbarbariti dal denaro.
Giornalisti asserviti al potere, che fanno di tutto per preservarlo, venendo meno alla loro funzione. Giornalisti che difendono la deriva totalitaria, per dolo o per incapacità.
Nel mezzo un popolo ormai agonizzante, che respira a fatica, che vive in una società inquinata da Grandi Fratelli, Isole dei Famosi, Amici ed Emili Fede. Un popolo che non è più fatto di fratelli, ma di gente in competizione per primeggiare, in qualche modo, l’uno sull’altro. Un popolo che perde pian piano la sua umanità.
Homo sum, nihil humanum alienum a me puto.
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Posted by Domenico Delle Side
Thu, 22 Jan 2009 11:17:01 GMT
In Italia tutti i giornalisti vogliono essere pluralisti. Tutti i giornali, i telegiornali, le trasmissioni sembrano ispirarsi a questo stile. Tutti ne fanno una bandiera e tutti lo dicono ai quattro venti. Tutti.
Questo modo di fare mi insospettisce. Se è vero che tutti i coloro che fanno informazione sono pluralisti, perché c’è tanto bisogno di dirlo e di ripeterlo continuamente?
Dal mio punto di vista il pluralismo è solo un’utopia, così come lo è la pretesa di essere oggettivi, pertanto ci devono ripetere continuamente questa storia per convincerci della qualità dell’informazione che ci viene propinata (non so perché, ma quest’ultima frase mi fa venire in mente Goebbels).
In teoria, il pluralismo nell’informazione è una santa cosa, perché ci spinge a farci un’opinione completa su quello che ci accade intorno. Se guardiamo telegiornali e giornali, tuttavia, corriamo il rischio di rimanere disorientati: con frasi differenti, dicono tutti le stesse cose. Questa è un’altra delle cose che mi insospettisce.
Rileggiamo per un attimo la nostra storia recente. Negli ultimi mesi, tutti i giornali e telegiornali hanno detto le stesse cose (ad esempio: la guerra tra procure, l’antipolitica di Grillo, ecc…) e non appena c’è stata qualche voce fuori dal coro, gli stessi giornali e telegionali (ma non solo) sono prontamente intervenuti a denunciare l’assenza di pluralismo di quelle voci (vedi i casi AnnoZero e Che tempo che fa).
Se il pluralismo deve essere tale, anche le voci fuori dal coro sono degne di essere ascoltate, perché contribuiscono a formare le opinioni. Da come ci si comporta in Italia, invece, sembra che per garantire il pluralismo occorre sentire molte volte la stessa opinione, che è poi quello che accade su giornali, telegiornali e TV; ci sono molti telegiornali che, addirittura, trasmettono gli stessi servizi!
Non so agli altri, ma a me piacerebbe un’informazione tutt’altro che pluralista, anzi, vorrei sentire tante voci che fossero dichiaratamente di parte e che mettessero in luce i più disparati punti di vista delle questioni. Per farla breve, vorrei un’informazione che mi consentisse di farmi un’idea delle cose e non una che mi propina sempre e soltanto le stesse idee preconfezionate.
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