Semantica disumana
Posted by Domenico Delle Side Fri, 20 Jun 2008 08:46:00 GMT
Sono un tipo che per molti versi si ritiene fortunato: sono cresciuto in una famiglia che mi ha trasmesso valori come la tolleranza, il confronto, il rispetto del prossimo, ecc… Tra tutti, sono fiero di conoscerne uno in particolare, principalmente perché sono riuscito da solo a comprenderne l’importanza (partendo sempre da buone basi); si tratta del valore dell’umanità, ovvero di quella particolare disposizione d’animo che ci spinge ad essere solidali tra noi, ad aiutarci, ad essere emotivamente altruisti e a regalare a chi ci è intorno anche un semplice sorriso.
E’ un comportamento che ho imparato da solo perché, pur rimanendo noi stessi gli unici responsabili delle nostre azioni, spesso la società, gli amici, la TV ci spingono verso modelli di comportamento basati sull’arroganza, sull’egocentrismo. Ripeto, siamo noi a scegliere la strada da percorrere, ma spesso il nostro essere persone eterodirette ci spinge a vedere alcune strade come le uniche percorribili.
L’egocentrismo non è solo quello dei bambini (o di quelli rimasti tali) che vogliono tutta l’attenzione per sè, ma è anche quello delle persone troppo chiuse nel proprio io da non provare sentimenti di amore (che non è solo quello dei baci perugina!) verso i propri simili, persone inclini all’adagio «homo homini lupus».
I risultati di questo stile di vita sono tanti e, dal mio punto di vista, tutti sgradevoli: si tendono a vedere i propri simili come nemici; si agisce senza pensare agli effetti che le proprie azioni possono avere sugli altri; si diventa convinti sostenitori della tesi machiavelliana del “fine giustifica i mezzi”, tralasciando che mezzi barbari imbarbariscano qualsiasi fine.
Uno dei risultati più abietti è la manipolazione. Si cerca di far fare agli altri cose che vanno contro i loro stessi interessi. I mezzi di questa manipolazione sono sottili e riguardano quasi tutti la semantica del nostro linguaggio, che viene violentata per farci passare per buone anche le azioni più cattive.
Ad esempio, chi tra noi può essere un sostenitore di una guerra? Chi può dichiararsi a favore di un intervento armato per risolvere una questione? Bene, per ovviare a questo problema, gli egocentrici hanno inventato la locuzione “guerra di pace”, un ossimoro così forte da potersi tagliare a fette. Quale guerra potrà essere mai di pace? Una guerra, da qualunque punto la si guardi, rimane sempre una guerra!
Un altro esempio di semantica disumana riguarda il caso dei mutui subprime, chiamati così per non far capire alle persone che, in fin dei conti, non siano altro che dei sucidi finanziari.
Giocando con le parole si può ottenere di tutto, la semantica del linguaggio è un’arma più potente di qualsiasi cannone, poiché non fa alcuna paura. Lo sparo di una pistola ci mette in allarme, ci sveglia e ci rende guardinghi; delle belle parole, magari dette col sorriso sulle labbra, non ci spaventano, le assorbiamo senza alcuna paura e pian piano anche le azioni più turpi si rivestono di un alone di normalità, mentre le nostre coscienze si addormentano.

