Libero mercato

Posted by Domenico Delle Side Thu, 30 Apr 2009 19:18:45 GMT

«È un momento storico». Questo è stato il primo commento di Sergio Marchionne (amministratore delegato di FIAT), dopo l’accordo tra Chrysler e la casa torinese.

Il risultato è senz’altro splendido per gli investitori, ci saranno mille vantaggi per tutti, bla bla bla, ecc… Tutti sembrano contenti. Vediamo di capire cosa è accaduto in parole più semplici.

FIAT entra nella società americana acquisendone il 20%, con la possibilità di aumentare la propria partecipazione fino al 51% a partire dal 2013. Il neopresidente Barack Obama è sembrato da subito contento di questo accordo, commentandolo con parole entusiasmate.

In pratica, un’azienda italiana acquisisce una quota sostanziosa di un’azienda americana e nessuno fa una piega, tutti sono contenti.

Io la trovo una cosa piuttosto strana, visto che negli ultimi mesi mi era stato insegnato che occorre preservare la “nazionalità delle società per azioni”. Come fanno questi americani a prescindere da una regola così evidente e banale? Di sicuro finiranno con l’essere invasi da cinesi, kebabbari turchi che progettano attacchi terroristici e comunisti malvestiti e maleodoranti.

Ma ve lo immaginate voi se in Italia ci fosse stato uno come Obama?? Per Bacco! Ohibò! Per le anguille del Titicaca! Sarebbe stato capace di vendere Alitalia ad Air France e noi tutti cittadini italiani avremmo perso l’italianità della compagnia di bandiera, affossata nel corso degli anni SOLO ed ESCLUSIVAMENTE da sindacati e piloti!

Questi americani si professano liberisti ma non hanno capito proprio niente, bisogna essere padroni in casa propria! In Italia l’abbiamo capita bene questa cosa, tanto che abbiamo fatto una legge sul federalismo fiscale che risolverà tutti i problemi della nazione. Basta con lo stato centralista, basta con Roma che decide come spendere i soldi in posti che non conosce! I soldi bisogna darli alle regioni e loro poi sceglieranno quelli che sono amici e quelli che non lo sono.

Gli Stati Uniti sono il luogo del libero mercato, l’Italia quello del luogo comune. L’Italia è il luogo comune.

Posted in  | Tags , ,  | no comments