Servizio pubblico

Posted by Domenico Delle Side Sun, 19 Apr 2009 18:38:07 GMT

La polemica sulla puntata di AnnoZero del 9 Aprile è terminata nel silezio. Sulle prime fa incazzare (i politici) che qualcuno (Santoro e la sua redazione) si permetta di fare inchieste e far venire fuori responsabilità, ma poi a freddo ci si rende conto che la migliore arma è quella del silenzio e non se ne parla più, facendo spegnere tutto nell’indifferenza.

Solo una settimana fa si affermava riguardo alla puntata incriminata che “una televisione pubblica non può comportarsi così”, aggiungendo che quella di Santoro è stata una trasmissione “indecente” (che, assieme ad “indegno”, è l’aggettivo spregiativo preferito dai politici).

Se quello di Santoro è stato un comportamento indecente e una televisione pubblica (“pagata con i soldi dei cittadini”, che ci sta sempre bene!) non può comportarsi a quel modo, allora una televisione privata, invece, può farlo?

Una televisione privata, pagata con i soldi degli azionisti, può permettersi attacchi indecenti e comportamenti che non competono ad un servizio pubblico?

Eppure, si tratta sempre di giornalismo e dalle accuse sembrerebbe di capire che ci sia un tipo di giornalismo adatto alla TV pubblica ed un altro tipo (magari un po’ indecente), adatto alla TV privata.

Sulle prime direi che è probabile che sia così, tuttavia oggi non c’è una grande differenza tra la televisione pubblica e quella privata. Oggi il servizio pubblico non estiste più, è tutto esternalizzato, soprattutto le idee.

Posted in ,  | Tags , ,  | no comments

Il pluralismo è solo di facciata

Posted by Domenico Delle Side Thu, 22 Jan 2009 11:17:01 GMT

In Italia tutti i giornalisti vogliono essere pluralisti. Tutti i giornali, i telegiornali, le trasmissioni sembrano ispirarsi a questo stile. Tutti ne fanno una bandiera e tutti lo dicono ai quattro venti. Tutti.

Questo modo di fare mi insospettisce. Se è vero che tutti i coloro che fanno informazione sono pluralisti, perché c’è tanto bisogno di dirlo e di ripeterlo continuamente?

Dal mio punto di vista il pluralismo è solo un’utopia, così come lo è la pretesa di essere oggettivi, pertanto ci devono ripetere continuamente questa storia per convincerci della qualità dell’informazione che ci viene propinata (non so perché, ma quest’ultima frase mi fa venire in mente Goebbels).

In teoria, il pluralismo nell’informazione è una santa cosa, perché ci spinge a farci un’opinione completa su quello che ci accade intorno. Se guardiamo telegiornali e giornali, tuttavia, corriamo il rischio di rimanere disorientati: con frasi differenti, dicono tutti le stesse cose. Questa è un’altra delle cose che mi insospettisce.

Rileggiamo per un attimo la nostra storia recente. Negli ultimi mesi, tutti i giornali e telegiornali hanno detto le stesse cose (ad esempio: la guerra tra procure, l’antipolitica di Grillo, ecc…) e non appena c’è stata qualche voce fuori dal coro, gli stessi giornali e telegionali (ma non solo) sono prontamente intervenuti a denunciare l’assenza di pluralismo di quelle voci (vedi i casi AnnoZero e Che tempo che fa).

Se il pluralismo deve essere tale, anche le voci fuori dal coro sono degne di essere ascoltate, perché contribuiscono a formare le opinioni. Da come ci si comporta in Italia, invece, sembra che per garantire il pluralismo occorre sentire molte volte la stessa opinione, che è poi quello che accade su giornali, telegiornali e TV; ci sono molti telegiornali che, addirittura, trasmettono gli stessi servizi!

Non so agli altri, ma a me piacerebbe un’informazione tutt’altro che pluralista, anzi, vorrei sentire tante voci che fossero dichiaratamente di parte e che mettessero in luce i più disparati punti di vista delle questioni. Per farla breve, vorrei un’informazione che mi consentisse di farmi un’idea delle cose e non una che mi propina sempre e soltanto le stesse idee preconfezionate.

Posted in ,  | Tags , ,  | no comments

Processi mediatici

Posted by Domenico Delle Side Sun, 21 Dec 2008 15:05:05 GMT

Il nostro caro ed amato presidente del consiglio ha ancora una volta criticato la trasmissione AnnoZero per aver fatto un processo in TV. Berlusconi, in ossequio alla presunzione d’innocenza ed agli altri mille principi etici del caso, si è detto contrario a questo genere di processi mediatici.

Strano. Quando Vespa faceva mesi e mesi di “Porta a Porta” dedicati al delitto di Cogne, a quello di Garlasco ed alla strage di Erba, il nostro caro ed amato presidente del consiglio non si è lamentato e non ha proferito parola in merito a ciò.

Come al solito, sono io a pensar male ed a non capire la differenza sostanziale nei due casi: i plastici mostrati in diretta TV garantiscono l’imparzialità della trasmissione.

Posted in ,  | Tags , , , ,  | no comments

Cambiare classe politica

Posted by Domenico Delle Side Thu, 20 Nov 2008 23:04:08 GMT

Stavo guardando AnnoZero, ma, lo confesso, non ce l’ho fatta: ho preso in mano la massima espressione di democrazia e di libertà (il telecomando), ho pigiato sul tasto rosso ed ho assistito all’immagine di un sorridente Luca Barbareschi che pian piano si restringeva fino a diventare un puntino bianco al centro di una distesa di nero.

Questa sera ho assistito ad uno spettacolo indecoroso, un saccente ex-velino che pretendeva di dispensare le sue verità da telenovela; che (in puro stile berlusconiano) insinuava dubbio e maldicenze nei confronti dei suoi interlocutori e poi diceva di venire offeso; che si sentiva di sindacare su qualunque opinione fosse diversa dalla sua, magari anche con un sorrisetto di derisione, quasi a voler già così sminuire i suoi interlocutori.

Una brava persona, in collegamento da Milano, un professore dell’Università Cattolica dal nome troppo difficile per essere ricordato ha tuttavia fatto un intervento meritevole, ha detto le cose chiaramente: è tutta la società italiana a dover esser rivoluzionata, non solo qualche settore specifico. L’Italia è il paese del malaffare, delle parallele convergenti; il paese in cui il merito non conta e l’anzianità fa grado. Un paese così non ha alcuna volontà di migliorarsi, un paese così aspetta solo di morire.

Il professore ha anche puntato l’indice nei confronti delle élite che hanno il potere, poiché sarebbero fortemente responsabili di questo stato di cose.

Sono d’accordo con questa analisi, la condivido e perciò continuo a chiedermi come sia possibile un cambiamento.

Per come la vedo, bisognerebbe partire dalla politica, perché è il collante tra società civile e gruppi di potere ed è proprio questo legame che va risanato. È proprio qui, tuttavia, che mi sale un po’ di sconforto.

Forse sono uno che pretende tutto e subito, ma vedo l’impresa quasi impossibile: bisognerebbe riuscire ad entrare nel sistema politico e combatterlo dall’interno, ma quello politico è un sistema chiuso, che non permette di entrare a chi è ritenuto potenzialmente “inaffidabile”.

Se guardiamo alla situazione attuale, l’unica forza politica che cerca di fare qualcosa per cambiare la società italiana è l’Italia dei Valori, ma in parlamento ci è entrata di straforo, grazie ad un’alleanza da cui ha prontamente preso le distanze.

Aspetto con ansia di vedere il futuro.

Posted in ,  | Tags ,  | no comments