Posted by Domenico Delle Side
Thu, 30 Oct 2008 22:48:00 GMT
Nei giorni scorsi ero preoccupato, ero triste ed anche nervoso, senza riuscire a darmi una spiegazione precisa. «Succede – mi sono detto – spesso non è possibile dare una spiegazione a tutto e si riesce a campare ugualmente, senza dar troppo peso alle inquietudini, che scompariranno magicamente».
Oggi, tuttavia, ho capito qualcosa. Ero inquieto per il mio futuro, per quello delle persone a cui voglio bene ed anche un po’ per quello dei perfetti sconosciuti che mi circondano e che – per Bacco! – sono tutti miei simili.
Un fantasma si aggirava nella mia mente, un fantasma nominato qualche giorno fa che mi riempiva di dubbi, di ansie sul futuro.
Oggi ho visto AnnoZero ed ho visto dei ragazzi e delle ragazze stupendi, con tantissima gioia di vivere, con tantissima forza d’animo e con tantissima dignità che sono stati la miglior cura potessi ricevere. Delle persone preparate (altro che gente che non sa per cosa protesta!), che hanno snocciolato punto per punto ciò che c’è di sbagliato nella riforma della scuola e soprattutto dell’università.
Che dire? È stupendo vedere persone con tanta passione, riempie il cuore.
Tempo fa Prodi disse che forse gli italiani non sono migliori della classe politica che si scelgono. Oggi ho capito che si sbagliava; oggi ho capito che lì fuori è pieno di gente che vive, che ama, che si rispetta e che nulla ha da spartire con questa classe politica. Oggi ho capito che cambiare non è poi così difficile.
Posted by Domenico Delle Side
Mon, 20 Oct 2008 22:53:30 GMT
Oggi ascoltavo i TG serali e tutti parlavano dei dati sull’alcolismo in Italia (se ne parla qui e qui, ad esempio). Tutti scandalizzati, tutti che condannano, tutti che si chiedono come mai ciò si stia diffondendo anche tra i più giovani, nonostante il divieto.
Questo stupore la dice lunga sulla nostra ipocrisia.
E’ mai possibile che pensiamo che basti un divieto a far cessare un comportamento sbagliato? Se fosse così, perché esisterebbero le organizzazioni criminali? Perché la gente si ammazzerebbe? Pensiamo che un divieto sia sufficiente per ogni tipo di prevenzione e, fatto questo, ci laviamo la coscienza.
Il risultato è una società in cui esiste una jungla di divieti (e nessuno che li conosca), una jungla di regolamenti (e nessuno che li conosca), senza che alle persone sia mai stato spiegato il perché di tutto ciò: ogni cosa ha il suo contesto storico e se la si estrae da un susseguirsi di eventi, si rischia di renderla incomprensibile. Ad esempio, domani si potrebbe pensare (è un assurdo) di vietare tutti gli alcolici, in modo da salvare i giovani del 2008 e quelli a venire. Fra 10 anni saranno cambiate molte cose e nessuno si ricorderà del perché di questo divieto, così si inizierà a pensare che sia immotivato e lo si infrangerà allegramente e si tornerà al punto di partenza.
Questo ci fa capire che un comportamento, più che da un obbligo, è determinato dalla conoscenza di alcuni fatti: conoscere la realtà che ci circonda, ci consente di decidere autonomamente cosa sia giusto e cosa sia sbagliato.
Per i ragazzi del 2008, probabilmente, accade qualcosa del genere: sanno di un divieto, ma non lo comprendono, così si mettono a bere, perché la realtà che hanno conosciuto è quella in cui si deve dimostrare di essere ciò che non si è, ovvero grandi, nel loro caso.
Un divieto, preso singolarmente, è destinato a fallire; l’educazione, no. Il problema è che nessuno ci educa. Ci sono i genitori? Ni! Al giorno d’oggi sono nella stragrande maggioranza dei casi assenti. In questi casi, per problemi di grossa rilevanza sociale, dovrebbe intervenire lo stato, ma è improbabile che i politici facciano qualcosa di sensato. Dobbiamo educarci da soli, l’un l’altro.
Vorrei fossimo liberi di calpestare a piacimento le aiuole, e per scelta consapevole non lo facessimo; vorrei che ci fossero meno divieti e un po’ più scelte consapevoli di volersi bene e di voler bene agli altri.
Posted by Domenico Delle Side
Sun, 19 Oct 2008 20:07:00 GMT
Ho letto con interesse un articolo-intervista sulla nostra amata ministra dell’istruzione, Mariastella Gelmini. Lettura stimolante, non tanto per i contenuti, quanto per l’ispirazione.
Quando sento parlare in politichese, cerco sempre di tradurre dentro me il suo discorso, sia per mantenere il cervello in forma, sia per rendermi conto delle baggianate che sta dicendo (cosa probabilissima). Allo stesso modo, quando leggo un articolo mi comporto in modo analogo, aiutato dal fatto che posso rileggere e ragionare su ciò che è scritto.
Mi sono, quindi, divertito a tradurre Mariastar (come la chiama la Littizzetto). In corsivo gli estratti dell’articolo, in grassetto la mia traduzione e/o le mie riflessioni.
«Spaventata dai cortei? Neanche un poco. Casomai più decisa di prima». Bene, ecco un’altra malata di cazzutismo!
... Vorrebbe che si ragionasse sul fatto che in questo Paese il numero degli addetti alla scuola è stato gonfiato in misura assurda. «Un milione e 300 mila persone. Questo ha comportato un aumento della spesa negli ultimi 10 anni del 30%, siamo passati da 33 a 43 miliardi di euro. Non ce lo possiamo permettere ». I debiti di Alitalia, invece, ce li possiamo permettere.
...«I sindacati hanno messo in giro la voce che licenzieremo migliaia di insegnanti e molti finiranno negli uffici postali. Falso. Lo dico ad alta voce: non licenzieremo nessuno». Mariastar dice la verità, non licenzieranno alcuna persona, infatti lasceranno soltanto che migliaia di contratti a tempo determinato terminino naturalmente e poi non li rinnoveranno più. Non un licenziamento, quindi… eh si, bisogna essere tecnici quando si parla!
...Serve però un utilizzo migliore dei fondi. «Questo riguarda anche le università. Ci sono almeno 5 atenei con i conti fuori controllo. L’università rischia di finire come l’Alitalia e io voglio mettere mano subito a una riforma ». Ce ne sono troppe. traduzione: «Ecco, qui devo trovare una scusa per poter intervenire anche sull’università»
... Allora sta pensando al turnover, una quota del 20% dei docenti che escono andrebbe ai precari, «premiando i più meritevoli…». traduzione: «Il sistema con cui vengono scelti professori e ricercatori non ci consente di poter piazzare a piacimento i più bravi (ovvero quelli che piacciono a noi), quindi va cambiato».
«Non ho capito la levata di scudi sulle classi separate. Se un bambino straniero che non conosce l’italiano studia la lingua in corsi separati cos’è, razzismo o buonsenso?». Come ha fatto notare la buona Littizzetto, il meccanismo è questo: per far imparare l’italiano ad un bambino straniero, lo si mette in una classe in cui nessuno parla italiano. Sono dei geni!
«Nelle università si fanno sentire solo i docenti di sinistra. Sarebbe ora che anche i moderati, per la miseria, mostrassero gli attributi». Forza della convinzione: sono gli altri che sbagliano! In pratica, è colpa dei moderati senza palle se tutti questi di sinistra protestano. Improbabile che i professori, a prescindere dalla loro orientazione politica, siano contrari ai provvedimenti di Mariastar!.
Mi rendo conto sempre di più di quanto sia necessario farsi sempre domande, chiedersi se siano quantomeno plausibili le parole dei politici. Anche se un po’ brutale, è proprio vero: “ci pisciano addosso e dicono che piove”!
Posted by Domenico Delle Side
Wed, 15 Oct 2008 18:39:47 GMT
È di oggi un sondaggio circa l’alto gradimento del governo e dei suoi ministri. Cifre mai viste, cifre altissime, Berlusconi le definisce addirittura “imbarazzanti”. Sarà…
Francamente, credo che si viva in una società in cui si voglia misurar tutto, in modo da ottenere un metro di giudizio per decidere come comportarsi. Per quanto sia giusta, questa prassi non è sempre la migliore, ci sono decisioni che vanno prese sulla base dell’intuizione o della pura fortuna, è inevitabile.
Al di là di questa considerazione generale, non approvo i sondaggi politici: sono strumenti d’indagine che non danno alcuna risposta politica.
I sondaggi, per come li conosciamo ora, sono nati come strumento per determinare i gusti della popolazione, in modo da aiutare la produzione nella vendita dei propri prodotti. Questo approccio, in seguito, è stato applicato anche alla politica, identificando il prodotto con il politico o il partito di turno.
Il sondaggio politico, dunque, valuta il gradimento di questo o quello esponente, in modo da aiutare la politica a fare determinate scelte. L’errore, a mio avviso, si trova proprio qui, ovvero nel basare le proprie scelte sui risultati di un sondaggio.
Consideriamo degli esempi. Il direttore di un supermercato vuole determinare di quali prodotti debba approvvigionarsi, in modo da incontrare i gusti della propria clientela; per far ciò si rivolge ad un’azienda specializzata che saprà accontentarlo. In tutto ciò, l’obiettivo del direttore è soddisfare la propria clientela per aumentare l’utile del proprio esercizio.
Un genitore potrebbe trovarsi di fronte ad un problema simile, di fronte alle richieste dei propri figli. Pensate cosa accadrebbe se decidesse di utilizzare i sondaggi per soddisfare i desideri dei propri figli: colazione, pranzo e cena sempre con la nutella, abolizione dello spazzolino da denti, maxidotazione di console da gioco con un migliaio di giochi a disposizione, ecc…
Un genitore, dunque, si trova spesso a prendere decisioni sgradite ai propri figli, assumendosene le responsabilità: il suo scopo non è farsi ben volere, ma fare il bene dei propri figli.
Per come la vedo io, con la politica vale lo stesso discorso: i nostri rappresentanti dovrebbero avere il coraggio di mandare a quel paese i sondaggi, evitare le piaggerie ed assumersi la responsabilità di decisioni anche impopolari, fatte per il bene comune.
Posted by Domenico Delle Side
Tue, 07 Oct 2008 10:07:51 GMT
Spesso, nelle vecchie canzoni si trovano perle della saggezza popolare delle nostre culture locali. Da salentino, non posso non citare la Pizzica, ma non è certamente l’unico esempio.
Saggezza popolare spesso trascurata, spesso snobbata, ma non da tutti; ci sono gruppi che portano avanti tradizioni reinventandole e proponendole con originalità e semplicità sorprendenti, proprio come fanno i Sud Sound System (SSS), anch’essi, guarda caso, salentini.
Capita che le mie riflessioni siano colpi di testa, ma ricordando un pezzetto di un ritornello di una loro canzone, mi sono fermato a pensare, sono andato a cercare l’intero testo e grazie a questo ho trovato stimoli per prendere una decisione importante.
La canzone si chiama Ambizione ed il ritornello dice:
Percé se tieni n’ambizione intra la vita de coltivare
nu capiscu percé a retu le spaddre la menarare,
se tieni n’occasione intra la vita pe cangiare
pigghiala, nu la lassare!
Abbozzo una traduzione:
Se puoi coltivare un'ambizione nella tua vita
non capisco perché devi buttarla dietro le spalle
se nella tua vita hai un'occasione per cambiare
prendila, non la lasciare!
Posted by Domenico Delle Side
Sun, 05 Oct 2008 14:04:39 GMT
“E’ andata esattamente come previsto, Milano non applica le norme approvate dal Parlamento che consente al presidente del Consiglio di curare gli interessi del Paese. Loro lo vogliono al processo e non interessano loro né i rifiuti di Napoli né Alitalia”, ha commentato Nicolò Ghedini, difensore di Berlusconi e parlamentare del Pdl. Secondo l’avvocato, la decisione dei giudici crea un “problema processuale straordinario e irrisolvibile”
(da Repubblica.it).
La posizione del premier è stata stralciata dal processo? SI. Stanno processando Berlusconi? NO. Dunque, quale norma, secondo l’On. Avv. Ghedini, sarebbe non applicata dal Tribunale di Milano?
Il tribunale di Milano, come previsto dalla legge, ha chiesto il parere della Corte Costituzionale circa la legittimità costituzionale del cosiddetto lodo Alfano e in ciò non è presente alcun fumus persecutionis, poiché l’atto è pienamente legittimo: il tribunale ha accolto le osservazioni del pubblico ministero ritenendole ragionevoli e, non potendo per legge pronunciarsi, ha chiesto l’intervento dell’organo competente e nel frattempo ha stralciato la posizione del premier, in ottemperanza a quanto previsto dal lodo Alfano.
Sarà una questione di valori differenti, ma io preferisco avere un presidente del consiglio che alla prova dei fatti si dimostra pulito e non uno che è pulito per legge, perché non è possibile provare il contrario.
Comunque sia, visto che il buon On. Avv. Ghedini prevede tutto, sarebbe opportuno avere lumi da lui circa le future estrazioni del lotto.
Posted by Domenico Delle Side
Thu, 02 Oct 2008 18:42:04 GMT
Addestriamo dei ragazzi a sganciare Napalm sulla gente, ma i loro comandanti non vogliono che scrivano “cazzo” sugli aerei perché è una parola oscena. (Col. Kurtz)