2009 Index of Economic Freedom

Posted by Domenico Delle Side Tue, 13 Jan 2009 15:29:00 GMT

Visto che tutti vogliono quantificare tutto e che ultimamente vanno molto di moda le classifiche, eccone una interessante: 2009 Index of Economic Freedom.

La precedente è una classifica delle nazioni in base al rispettivo grado di libertà economica.

Su poco meno di 200 nazioni, l’Italia si attesta in posizione 76, con un peggioramento di 1.2 punti rispetto all’anno precedente.

Italia, la terra delle oppurtunità…

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Un paese mafioso/2: valutazione e merito

Posted by Domenico Delle Side Mon, 12 Jan 2009 23:27:15 GMT

Nel 2008 una delle parole di cui i politici hanno più abusato è stata senz’altro “merito”; se ne è parlato soprattutto per la riforma dell’università, che il governo ha approvato ricorrendo all’ennesima fiducia, ma il richiamo a questa parola non si è negato in altri frangenti, come può confermarci ad esempio il nostro ministro Brunetta.

In sostanza, da quanto si è detto nell’anno appena passato, sembra che la politica abbia preso la strada e voglia finalmente premiare il merito: chi è più bravo, chi si impegna di più, chi si distingue, persona o istituzione, verrà in qualche modo premiato. E fin qui, tutti d’accordo, l’iniziativa è lodevole.

Il merito, tuttavia, non è qualcosa di intrinseco e assoluto, va valutato. Anche in questo caso, nei vari settori in cui si è parlato di merito, le ricette valutative si sono sprecate, presentandosi tutte con la qualifica di oggettive.

Fiato sprecato. L’oggettività, quando esercitata dagli uomini, è per questo stesso motivo soggettiva!

Prendiamo l’esempio di un “concorso per titoli ed esami”: l’oggettività consiste nell’assegnare un punteggio ai titoli ed agli esami dei concorrenti, facendo vincere la persona col punteggio totale più alto. La valutazione degli esami, così come quella dei titoli, è tuttavia completamente soggettiva.

Si può pensare anche alle valutazioni effettuate da un capufficio circa i suoi sottoposti: in questi casi, si passa dalla soggettività all’arbitrarietà. Le valutazioni vengono spesso fatte valutando criteri oggettivi, ma applicando 5 o 6 formule standard, per le quali si sostituisce esclusivamente il nome dell’interessato. Alle volte, chi valuta non conosce direttamente l’interessato!

Analogamente, si pensi ai provvedimenti d’urgenza adottati dai governi: questi vengono effettuati attraverso dei decreti legge, strumento che la costituzione riserva, appunto, per le situazioni di urgenza. Anche in questo caso, l’oggettività della valutazione e violentata dalla soggettività del caso e dei politici di turno e si spacciano per urgenti questioni che potrebbero essere affrontate in tutta calma.

E’ inutile parlare, quindi, di regole e regolamenti per garantire questo o quel procedimento di misurazione oggettiva: il merito sarà sempre e comunque relativo a chi lo dovrà valutare. Si può essere fortunati ed avere a che fare con una persona onesta e responsabile, che cercherà quanto più possibile di estranearsi dal giudizio. Altre volte, diciamo anche la maggioranza delle volte, si è sfortunati e si ha a che fare con chi nel valutare persegue i propri fini ed interessi.

Non ci sono antidoti codificabili contro questa piaga, non ci sono pene e spauracchi che tengano: l’unica strada è l’integrità di chi giudica. Se una persona tiene alla sua dignità e considera un valore il potersi guardare allo specchio, cercherà di scegliere per il meglio. Diversamente, la scelta ricadrà sulla convenienza.

Il discorso è improponibile per la classe dirigente italiana, pochi si salvano e solo perché ancora non si sono convertiti.

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Villari

Posted by Domenico Delle Side Mon, 12 Jan 2009 00:53:25 GMT

Mi rendo conto che per indole spesso tendo a semplificare troppo le cose, rischiando di prenderle sotto gamba o di tralasciare alcuni importanti dettagli. Sarà quindi colpa mia, colpa della mia mente abituata alle cose semplici, se oggi mi faccio questa domanda: se non lo vogliono, perché lo hanno votato?

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Pensieri delle feste

Posted by Domenico Delle Side Thu, 08 Jan 2009 11:38:50 GMT

  • Oltre a diffidare di chi dice sempre “IO”, occorre guardare con sospetto chi utilizza spesso l’avverbio “ASSOLUTAMENTE”.
  • Non c’è alcuna regola che possa sostituire l’educazione ed il buon senso.

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Fughe e rientri

Posted by Domenico Delle Side Mon, 22 Dec 2008 23:01:00 GMT

Qualche giorno fa, guardando non ricordo quale TG, ho sentito di un piano del governo per stimolare il rientro dei cervelli. Si parla di un qualche tipo di sconto fiscale per le persone che ritornano in italia dopo aver lavorato all’estero. Secondo il governo i ricercatori italiani emigrati, ad esempio, dovrebbero tornare perché avrebbero uno sconto fiscale.

Sul momento non ci ho fatto caso più di tanto, l’ho interpretata come una delle solite panzane democratiche del nostro amato governo. Oggi, tuttavia, m’è ritornata in mente. Ci ho pensato un po’ e mi sono chiesto: “quale persona sana di mente lascerebbe un posto di lavoro in cui viene pagato bene, in cui viene considerato importante ed in cui, soprattutto, gli viene data la possibilità di fare ciò che ha sognato e per cui ha lottato?”.

Può mai essere qualche euro di sconto a far cambiare idea a queste persone?

Come se non bastasse, c’è un’altra cosa che mi fa pensare che un ricercatore non tornerebbe mai a queste condizioni: dopo essersi affrancato dal sistema di potere delle università italiane, non vorrà più averci a che fare. Tornare per cosa, quindi? Per scontrarsi con un qualche barone che cercherà di mettergli i bastoni tra le ruote?

Buonanotte al merito.

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Processi mediatici

Posted by Domenico Delle Side Sun, 21 Dec 2008 15:05:05 GMT

Il nostro caro ed amato presidente del consiglio ha ancora una volta criticato la trasmissione AnnoZero per aver fatto un processo in TV. Berlusconi, in ossequio alla presunzione d’innocenza ed agli altri mille principi etici del caso, si è detto contrario a questo genere di processi mediatici.

Strano. Quando Vespa faceva mesi e mesi di “Porta a Porta” dedicati al delitto di Cogne, a quello di Garlasco ed alla strage di Erba, il nostro caro ed amato presidente del consiglio non si è lamentato e non ha proferito parola in merito a ciò.

Come al solito, sono io a pensar male ed a non capire la differenza sostanziale nei due casi: i plastici mostrati in diretta TV garantiscono l’imparzialità della trasmissione.

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Autoassoluzione

Posted by Domenico Delle Side Sun, 21 Dec 2008 14:52:00 GMT

Bertrand de Jouvenel ci aveva avvissati: «Chi possiede il diritto di cambiare indefinitamente le regole dell’azione non ha mai bisogno di infrangerle». Negli ultimi tempi, tuttavia, siamo arrivati ad un livello superiore, ad un peggioramento di questo malcostume: il politico infrange le regole e poi trova il modo per non farsi processare. È vero, questa prassi è stata utilizzata in pochi ed eclatanti casi, poiché il politico medio ha numerosi mezzi per salvare il suo “onore”.

Prendiamo l’esempio di un deputato (o senatore); per intercettarlo c’è bisogno dell’autorizzazione della camera di appartenenza, che generalmente la nega. Risultato? Bisogna trovare un altro modo per ottenere le prove del supposto crimine. Cosa si può fare? Bene, il magistrato potrebbe pensare di effettuare una perquisizione in casa del deputato. Niente da fare, anche qui ci vuole l’autorizzazione.

Supponiamo che, nonostante tutti questi ostacoli, il magistrato che conduce l’inchiesta ottenga delle prove concrete, a tal punto da chiedere l’arresto di questo deputato. Anche in questo caso, c’è bisogno dell’autorizzazione della camera d’appartenenza, che la nega puntualmente.

Supponiamo ancora che, nonostante tutto, il procedimento vada avanti e supponiamo che i fatti riguardino una mazzetta presa per un appalto pubblico. Nella migliore delle ipotesi, la prima udienza del processo sarà dopo 6 mesi e il deputato, trattenuto da inderogabili impegni, non potrà parteciparvi: tutto rimandato. Mettiamo in conto che questa storia si ripeterà per un po’ di volte e mettiamo in conto anche che la giustizia italiana è ingolfata da milioni di cause. Tutto ciò porterà il procedimento ad una destinazione: l’assoluzione per prescrizione dell’imputato.

Squilli di tromba, titoloni di giornali, messaggi a reti unificate: “assolto il politico. Era tutto un teorema dei giudici”. Peccato che la prescrizione sancisca, in maniera implicita, la colpevolezza di un imputato: chi è innocente viene “assolto per non aver commesso il fatto”. Nella prescrizione, invece, si dice che, visto che è passato un tempo “lungo” da quando è stato commesso un reato, lo Stato rinuncia a perseguire il colpevole.

Tutto questo sistema è stato architettato dai nostri politici per salvarsi, per autoassolversi: sono necessari solo un po’ di pazienza e sufficienti risorse finanziarie per pagarsi un buon avvocato. Il risultato è garantito.

Per questo motivo, la nuova tantentopoli partenopea farà una brutta fine e tra qualche hanno vedremo tutti i politici coinvolti lamentarsi della magistratura che ha agito in maniera politica, sostituendosi all’elettore, infrangendo la volontà popolare.

Un vero e proprio “ego me absolvo” della politica intera.

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Ipse dixit abruzzese

Posted by Domenico Delle Side Mon, 15 Dec 2008 22:59:00 GMT

Magari è troppo presto per dare un nome al nuovo governatore della regione Abruzzo con tutti i crismi dell’ufficialità, però le dichiarazioni non mancano.

Si parte dai politici minori, Bocchino (An) dichiara: “I dati elettorali dell’Abruzzo provano da un lato la bontà dell’azione governativa di questi primi mesi di legislatura e dall’altro la tendenza suicida del Partito democratico, che avendo consegnato la guida e la linea dell’opposizione a Di Pietro rischia di crollare irrimediabilmente nei consensi” e continua in una nota “C’è da augurarsi che Veltroni comprenda adesso che l’Italia ha bisogno di un’opposizione costruttiva e dialogante, pronta a lavorare assieme per riformare profondamente il paese”.

Berlusconi, ispiratore e/o dettatore di tutte le dichiarazioni del PDL, afferma che il PD avrebbe perso per essersi “troppo schiacciato” su Antonio Di Pietro, il cui progresso elettorale è considerato in qualche misura preoccupante.

Gli esponenti del PD, invece, dicono per lo più banalità e ovvietà.

Su tutto mi colpisce il senso quasi unico dei ragionamenti dei PDLlini, secondo cui sarebbe quasi colpa di Di Pietro se la loro compagine ha vinto! Qualcosa non mi torna: se fosse vero che il PD sta andando allo sfacelo per colpa dell’ex pm, perché non fare semplicemente buon viso a cattivo gioco e lasciare che l’opposizione si autodistrugga?

Ohibò quanto sono stupido ed ingenuo! È chiaro, fanno queste dichiarazioni contrarie al loro interesse perché hanno a cuore il dialogo ed il confronto democratico; lo fanno per il bene del paese!

Sarà, ma ricordo il buon Totò e faccio subito intervenire la sezione CNF (ccà nisciuno è fesso) della mia testa: stiamo parlando di politica, il niente per niente non è contemplato.

Diciamocelo: Di Pietro fa paura a questa politica perché non accetta i suoi costumi mafiosi, così tutti lo attaccano ed il PDL tende la mano al PD, partito molto più accomodante rispetto all’IdV. Sarà pure sgrammaticato, a volte inopportuno, ma sta riuscendo ad incarnare un modello di politico pulito e penso proprio che continuerà a crescere nei consensi.

In ultimo, un plauso ai dirigenti del PD, senza la loro pochezza Tonino Di Pietro non avrebbe mai potuto emergere così rapidamente. Un altro plauso ai soli dirigenti del PD di provenienza DS per essersi saputi auto-annientare: degli ex-comunisti (sembrerà strano, ma per me comunista non è una parolaccia) che non si accettavano così com’erano e che, cercando di assomigliare di più ai propri avversari, stanno finendo col lasciarci le penne. Forse anche senza accorgersene.

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Forse ci siamo rotti le palle?

Posted by Domenico Delle Side Mon, 15 Dec 2008 14:42:49 GMT

Leggo sul sito del Corriere della Sera: “Secondo dati non ancora ufficiali il 60% degli aventi diritto non si è recato alle urne”. Si parla delle regionali in Abruzzo.

Magari è presto per dirlo; magari ci sono altre interpretazioni; magari è stata colpa del cattivo tempo, ma non sarà che la gente comincia ad aver le palle piene?

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La povera vittima

Posted by Domenico Delle Side Sat, 13 Dec 2008 23:11:00 GMT

Non sono un accanito lettore de La Stampa, per niente; tuttavia ne seguo le notizie e a volte mi lascio tentare dal leggere gli articoli dei suoi giornalisti. Oggi è stato il turno di Di Pietro, l’anomalia che vince sempre di Marcello Sorgi e di La campagna elettorale finisce a insulti di Maria Grazia Bruzzone.

A parte l’antidipietrismo di fondo che pervade ed accomuna i due articoli, mi ha colpito soprattutto il secondo, in cui Berlusconi viene dipinto come la povera vittima degli insulti di ogni partito di opposizione. Forse sono io che apprendo le cose in maniera un po’ ritardata, ma ero rimasto a quando Berlusconi diceva di aver tutta la stampa contro!

È pittoresco vedere gli equilibrismi semantici con cui la Bruzzone identifica come “leggere” le parole del premier, dando invece a quelle degli altri leader la qualifica di epiteti, insulti, crocifissioni e via dicendo.

Poverino il berlusca, dopo aver letto queste parole mi fa un po’ pena. È una povera vittima, è evidente: sono io che non lo comprendo.

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