Può essere la volta buona

Posted by Domenico Delle Side Thu, 18 Feb 2010 09:07:24 GMT

La giustizia ad orologeria questa volta, forse, ha avuto davvero tempismo; forse è la volta buona che qualcosa vada in porto, senza che delle leggi sfornate per l’occasione mandino tutto a farsi benedire.

Lo scandalo della protezione civile è stato così forte da creare una pesante breccia nell’opinione pubblica, che ora potrebbe essere ritornata sensibile ai temi della corruzione e della moralità politica.

Sembra quasi che la lezione sia “rubate pure, ma non toccate i morti”, posizione piuttosto miope, perché la corruzione è sempre causa di morte, distruzione e malessere. Ad esempio, chi o cosa vieta di pensare che tutto il disastro che sta accadendo in Sicilia non sia frutto di corruzione? Non è lecito pensare che, magari, una protezione civile poco accorta abbia preferito dirottare i fondi verso attività più remunerative di semplici manutenzioni ordinarie?

Comunque sia, il momento di questo scandalo potrebbe essere propizio, codardi come sono, i politici non faranno alcunché per salvare i loro compari: le elezioni regionali sono alle porte ed azioni di questo tipo non farebbero altro che abbassare i consensi. Così, sentendosi abbandonate, le persone coinvolte potrebbero mettersi a parlare e svelare tutti i retroscena e i coinvolgimenti eccellenti, facendo nascere una nuova tangentopoli.

Lo spero, ma non ci credo molto, per questa gente tutto ha un prezzo, anche il dolore.

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La legge ed il buonsenso

Posted by Domenico Delle Side Sun, 17 Jan 2010 11:33:00 GMT

Negli anni passati, ho trascorso uno stupendo periodo di lavoro a Milano; sono stati anni in cui sono cresciuto e che mi hanno insegnato tanto della vita; anni in cui ho avuto la fortuna di conoscere persone che hanno arricchito la mia umanità e senza le quali sarebbe stato tutto meno bello.

Una cosa che mi ha colpito sin da subito, tuttavia, è stata la presenza di un regolamento per qualunque cosa: si andava al parco e c’era il regolamento per la fruizione del parco; si prendevano i mezzi pubblici e c’era il regolamento dell’ATM; si andava al museo e c’era il regolamento del museo e così via.

La cosa, lo ripeterò all’infinito, mi ha colpito molto, visto che provengo da una terra in cui questo tipo di attenzioni sono praticamente sconosciute.

Fatto sta che, nonostante questi rigidi elenchi di diritti e doveri, il buonsenso era comunque latitante, visto che al parco c’era comunque gente che calpestava le aiuole, sui mezzi pubblici c’era chi si metteva nei posti più lontani dall’autista per fumare e nei musei si facevano foto anche se proibito.

Oggi, dopo un buon caffé, mi sono dato alla lettura di notizie e scopro che il ministro Brunetta vuole mandare fuori di casa i ragazzi, non appena diciottenni ; così, da matematico per diletto, faccio due più due e mi rendo conto di non ottenere un quattro preciso, ma quattro più un’anomalia, quella italiana.

Siamo un paese pieno zeppo di leggi, leggi che pretendono di indirizzare ogni nostro comportamento. Ad esempio, visto che stiamo andando verso una società che impedisce ai ragazzi di crescere facendo le loro esperienze, il ministro Brunetta vuole farne una che obblighi questi ragazzi ad uscire di casa! Ora, non per parlare male di Brunetta, perché è come sparare sulla Croce Rossa, ma a me questa più che un’idea sembra una fesseria. E di fesserie come questa ce ne sono tante.

Fatti due altri conti, si può capire facilmente che in queste fesserie il malato principio italico è: “c’è un comportamento sbagliato? Bene, faccio una legge che lo vieta!”. È palese che questa strategia sia perdente in partenza e serve solo a salvare le apparenze. Immaginate per un attimo un genitore che becca il figlio a fumare e gli dice: “Ti proibisco di fumare”. Secondo voi cosa farà il figlio? Continuerà a fumare ancora più di nascosto, è semplice. Allo stesso modo, i continui abbassamenti del tasso di alcol nel sangue non impediscono che gli incidenti stradali causati dall’ubriachezza continuino a mietere vittime.

Dal mio punto di vista, la situazione italiana è quella di una società in cui l’illegalità e fortemente diffusa ed in cui il buonsenso latita; capita spesso che, laddove un po’ di buonsenso ci porterebbe a comportarci in maniera corretta, il legislatore intervenga con leggi che, invece, il buonsenso lo travalicano del tutto.

Purtroppo, la strategia di questa politica non funziona, non è quello di cui abbiamo bisogno. Dipendesse da me, imporrei per legge il buonsenso.

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Rapporti di famiglia

Posted by Domenico Delle Side Sun, 15 Nov 2009 09:04:54 GMT

Da bambino, mi capitava spesso di averla a morte con i miei genitori; dal mio punto di vista, facevano cose prive di senso e mi sembrava quasi che lo facessero apposta per darmi dispiacere.

Ovviamente, crescendo, si può cambiare quel punto di vista e magari ci si rende conto, come nel mio caso, che la posizione dei miei genitori era dettata da una visione più completa della realtà: come persone mature, comprendevano gli effetti (a volte nefasti) delle mie idee e mi impedivano di metterle in atto.

Oggi avviene una cosa piuttosto simile con noi, con il popolo italiano.

Quanto a sentimento democratico, trovo che si sia un popolo immaturo; così i nostri genitori, i padri costituenti che ormai non ci sono più, ci hanno lasciato nelle mani della Costituzione e della Corte Costituzionale, che ci fanno benevolmente da mamma e papà.

Dove sta la nostra immaturità? Bene, spesso ci comportiamo come mi comportavo io da bambino, visto che ogni tanto partiamo in quarta con idee bislacche e pericolose che sono bloccate solo da Costituzione e Corte Costituzionale.

Proprio come accadeva a me, anche noi ci sentiamo colpiti e traditi da questi due “genitori”, ma anche in questo la possibilità è che noi abbiamo una visione non completa della realtà e che quindi non ci rendiamo conto delle conseguenze dei nostri propositi.

Gli esempi di questi comportamenti non mancano, pensiamo per un attimo al nostro passato recente: il cosiddetto “Lodo Alfano”. Una legge iniqua, che avrebbe significato vivere in una repubblica democratica in cui 4 cittadini, per dirla alla Orwell, sono più uguali degli altri.

In questo caso, noi abbiamo avuto una visione parziale della questione; molti di noi erano a favore perché convinti che il Presidente del Consiglio sia perseguitato dai magistrati di sinistra; altri ancora erano contrari per semplice partito preso. Alla fine c’è voluto l’intervento di Costituzione e Corte Costituzionale, che, dall’alto della loro esperienza, conoscono bene i pericoli di queste derive legislative.

Oggi il problema si ripresenta di nuovo con il “processo breve”, con il quale (sempre basandosi sulla fantasia che il premier sia perseguitato dai giudici) si cerca deliberatamente, addirittura senza più nasconderlo, di impedire che Berlusconi venga giudicato in 2 processi. L’escamotage è quello di stabilire dei tempi tecnici inderogabili per la lunghezza temporale dei processi agli incensurati: non più di 6 anni, altrimenti lo Giustizia deve tirarsi indietro e rinunciare a processare gli imputati.

In pratica, si da la possibilità a chi è facoltoso e/o potente, di rimanere per sempre incensurato, a prescinere dal fatto che abbia commesso reati o meno.

Questa storia mi ricorda di nuovo il mio passato; ovvero quando ad un compito di matematica che feci alla perfezione, il professore mi mise solo 8 (contro il 9 delle altre 2 persone che come me non commisero alcun errore). La spiegazione del professore fu che io non avevo mai preso voti del genere e quindi non poteva mettermi quello che meritavo. Il mese successivo feci di nuovo un compito perfetto ed il professore mi mise di nuovo 8, contro il 9 degli altri, portandomi di nuovo la stessa ed identica spiegazione. Al ché io gli risposi: «Professore, ma se lei non inizia a mettermi 9, io voti del genere non li prenderò mai!»

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Un paese mafioso/3: antitalianismi

Posted by Domenico Delle Side Mon, 12 Oct 2009 17:25:00 GMT

Come si fa ad essere antitaliani? Quale patente bisogna prendere? Senza dubbio, questa parola è la moda delle ultime settimane e ne sentiamo parlare costantemente sui mezzi d’informazione.

Ma cosa vuol dire essere antitaliano? Io me lo chiedo da un po’ di giorni e non mi ci sono raccapezzato più di tanto. Così mi ripeto delle domande alle quali (vuoi per incapacità personale, vuoi difficoltà effettiva e vuoi per ingenuità) non riesco a darmi una risposta.

  1. È da antitaliano pretendere moralità in politica?
  2. È da antitaliano desiderare che venga punito il malaffare?
  3. È da antitaliano pensare che sia possibile un futuro migliore per le nuove generazioni?
  4. È da antitaliano sperare che venga resa giustizia a dei martiri laici come Falcone e la moglie, Borsellino e tutti gli agenti delle loro scorte?
  5. È da antitaliano aspirare ad una società della legalità?

Bene, se la risposta a tutte queste domande è “si”, io sono un forte, fortissimo antitaliano. E sono così cieco nella mia “colpa”, da chiedermi spudoratamente in cosa consista il mio antitalianismo.

Dal mio punto di vista, sebbene corra il rischio di essere antitaliano, io mi sento in pace con me stesso, perché sono intimamente convinto che pretendere, desiderare, pensare, sperare ed aspirare a quanto scritto sia proprio di ogni cittadino retto ed onesto.

Così, mi rendo conto di avere la mente tanto annebbiata da sentimenti negativi (scegliete voi quali, secondo gusti personali e moda del momento) da portare ancora oltre la mia “colpa”.

Dal mio punto di vista, infatti, la scelta non è tra l’essere anti-italiano e non, ma tra due differenti inclinazioni alla vita, che niente hanno a che vedere con la fede politica: essere cittadini onesti (sebbene anti-italiani) ed essere mafiosi dentro.

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Ovviamente, la storia non finisce qui, perché non appena si pone la questione in questi termini, viene tirata fuori un’argomentazione che mi atterrisce: una posizione come la mia sarebbe segno de «...l’elitarismo di un pezzo di cultura italiana che ama il proprio paese, ma al tempo stesso lo rifiuta, perché lo vorrebbe diverso da ciò che è ...».

Bene, se questi pensieri sono propri di una ristretta elité culturale, ecco spiegato perché nella nostra nazione ci siano tanti aspetti che lasciano a desiderare.

Per come vedo le cose, non serve far parte di una elité culturale per essere onesti, basta solo essere educati a tale valore e probabilmente quello che manca al popolo italiano e proprio l’educazione all’onestà.

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Comunque vada, sarà un successo

Posted by Domenico Delle Side Wed, 07 Oct 2009 09:17:00 GMT

È proprio così, Mister B. ha già vinto quando il cosiddetto Lodo Alfano è stato approvato. Che oggi lo boccino, lo approvino o che lo salvino in parte, poco cambierà: Mister B. sarà sempre salvo.

Guardiamo le tre possibilità. Se il lodo viene bocciato, i processi a suo carico riprenderanno, ad esempio quello legato alla vicenda per cui l’avvocato inglese Milss è stato già condannato. Bene, proprio per questo motivo, dovrà essere nominata una nuova corte (quella che ha già giudicato Mills è ormai di parte, perché l’ha condannato), che dovrà studiare tutti i fascicoli del processo, spesso farciti di burocratese colto, che in realtà non dice alcunché. Il risultato sarà che nel 2012 scatterà la prescrizione (grazie ad alcune leggi modificate ad hoc in passato) e tutto questo lavoro andrà a farsi benedire. Poi parlano di spreco di denaro pubblico!

L’altra evenienza è che il lodo venga salvato e qui è chiaro il motivo del successo.

In ultimo, se il lodo viene parzialmente salvato, verrà sancitò dalla corte costituzionale che l’impianto della legge è giusto e degno di un paese civile, democratico e bla bla bla.

Comunque sia, dal mio punto di vista ciò che accadrà sarà proprio l’ultima evenienza, il Lodo Alfano verrà salvato. Di questi tempi, andare contro Mister B. fa troppa paura.

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Scandali inglesi (all'italiana)

Posted by Domenico Delle Side Sat, 06 Jun 2009 16:38:00 GMT

Bufera politica sul governo inglese a pochi giorni dal voto; la compagine del primo ministro Brown è stata travolta da diversi scandali riguardanti le note spese artificiosamente gonfiate da diversi ministri e rimborsate a carico dei contribuenti.

Unanimi le repliche dei politici inglesi, «i giornali non possono occuparsi delle spese dei politici, poiché in questo modo mettono a rischio la sicurezza nazionale».

Replica ancora più duramente la ministra Jacqui Smith, la quale avrebbe richiesto il rimborso di alcuni film porno acquistati dal marito su una pay-tv: «questa è una violazione della privacy bella e buona. Quello che facciamo io e mio marito nella nostra intimità è e deve rimanere una questione tra me e lui».

Nonostante le proteste dei cittadini, il governo inglese è ancora al suo posto e continua a combattere la crisi con l’abnegazione di tutti i suoi membri.

Alla vigilia delle elezioni europee, il primo ministro Brown si dice, inoltre, fiducioso che i cittadini capiranno il volgare attacco compiuto dalla solita stampa e sapranno giustamente premiare il suo partito nell’urna.

Ovviamente, la situazione è ben diversa da quella descritta, in Inghilterra hanno una dignità differente dalla nostra.

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Il grande ritocco

Posted by Domenico Delle Side Mon, 04 May 2009 18:29:00 GMT

La foto qui sopra è presa pari pari dal sito del Corriere della Sera e rimpicciolita per consentire una più agevole inclusione in questo post. Ora, rimpicciolendola ha perso sicuramente qualità; inoltre sembra sia stata presa dalla TV ed anche questo ne pregiudica la qualità.

Insomma, sarà pure poco definita (e ne ho spiegato i motivi), ma a me sembra un fotomontaggio…







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Libero mercato

Posted by Domenico Delle Side Thu, 30 Apr 2009 19:18:45 GMT

«È un momento storico». Questo è stato il primo commento di Sergio Marchionne (amministratore delegato di FIAT), dopo l’accordo tra Chrysler e la casa torinese.

Il risultato è senz’altro splendido per gli investitori, ci saranno mille vantaggi per tutti, bla bla bla, ecc… Tutti sembrano contenti. Vediamo di capire cosa è accaduto in parole più semplici.

FIAT entra nella società americana acquisendone il 20%, con la possibilità di aumentare la propria partecipazione fino al 51% a partire dal 2013. Il neopresidente Barack Obama è sembrato da subito contento di questo accordo, commentandolo con parole entusiasmate.

In pratica, un’azienda italiana acquisisce una quota sostanziosa di un’azienda americana e nessuno fa una piega, tutti sono contenti.

Io la trovo una cosa piuttosto strana, visto che negli ultimi mesi mi era stato insegnato che occorre preservare la “nazionalità delle società per azioni”. Come fanno questi americani a prescindere da una regola così evidente e banale? Di sicuro finiranno con l’essere invasi da cinesi, kebabbari turchi che progettano attacchi terroristici e comunisti malvestiti e maleodoranti.

Ma ve lo immaginate voi se in Italia ci fosse stato uno come Obama?? Per Bacco! Ohibò! Per le anguille del Titicaca! Sarebbe stato capace di vendere Alitalia ad Air France e noi tutti cittadini italiani avremmo perso l’italianità della compagnia di bandiera, affossata nel corso degli anni SOLO ed ESCLUSIVAMENTE da sindacati e piloti!

Questi americani si professano liberisti ma non hanno capito proprio niente, bisogna essere padroni in casa propria! In Italia l’abbiamo capita bene questa cosa, tanto che abbiamo fatto una legge sul federalismo fiscale che risolverà tutti i problemi della nazione. Basta con lo stato centralista, basta con Roma che decide come spendere i soldi in posti che non conosce! I soldi bisogna darli alle regioni e loro poi sceglieranno quelli che sono amici e quelli che non lo sono.

Gli Stati Uniti sono il luogo del libero mercato, l’Italia quello del luogo comune. L’Italia è il luogo comune.

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Servizio pubblico

Posted by Domenico Delle Side Sun, 19 Apr 2009 18:38:07 GMT

La polemica sulla puntata di AnnoZero del 9 Aprile è terminata nel silezio. Sulle prime fa incazzare (i politici) che qualcuno (Santoro e la sua redazione) si permetta di fare inchieste e far venire fuori responsabilità, ma poi a freddo ci si rende conto che la migliore arma è quella del silenzio e non se ne parla più, facendo spegnere tutto nell’indifferenza.

Solo una settimana fa si affermava riguardo alla puntata incriminata che “una televisione pubblica non può comportarsi così”, aggiungendo che quella di Santoro è stata una trasmissione “indecente” (che, assieme ad “indegno”, è l’aggettivo spregiativo preferito dai politici).

Se quello di Santoro è stato un comportamento indecente e una televisione pubblica (“pagata con i soldi dei cittadini”, che ci sta sempre bene!) non può comportarsi a quel modo, allora una televisione privata, invece, può farlo?

Una televisione privata, pagata con i soldi degli azionisti, può permettersi attacchi indecenti e comportamenti che non competono ad un servizio pubblico?

Eppure, si tratta sempre di giornalismo e dalle accuse sembrerebbe di capire che ci sia un tipo di giornalismo adatto alla TV pubblica ed un altro tipo (magari un po’ indecente), adatto alla TV privata.

Sulle prime direi che è probabile che sia così, tuttavia oggi non c’è una grande differenza tra la televisione pubblica e quella privata. Oggi il servizio pubblico non estiste più, è tutto esternalizzato, soprattutto le idee.

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Panico!

Posted by Domenico Delle Side Sat, 18 Apr 2009 09:22:56 GMT

Non servono parole, non servono commenti.

Mi viene solo da ricordare una battuta del film “Compagni di scuola” di Carlo Verdone, che suonava pressapoco: “Guarda cosa eri. Guarda cosa sei diventato!”.

Dai, dopo questa visione, meglio chiudere con qualcosa di bello: Panico! dei Baustelle.

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