L'importante è dire qualcosa

Posted by Domenico Delle Side Mon, 19 Jan 2009 14:56:00 GMT

Tremonti è malato di cazzutismo. In ogni sua esternazione deve mostrarsi superiore agli altri, deve dare giudizi netti e aspramente critici ed in questo è maestro. Nemmeno Sgarbi riesce a superarlo: nei suoi classici completini grigi è in grado di vomitare il proprio veleno addosso del malcapitato in maniera estremamente composta, arrivando perfino ad affermare le cose più assurde, come ad esempio si narra in questo articolo: “Dall’operazione Cai-Alitalia non sono derivati costi aggiuntivi per lo Stato rispetto alla prima offerta di Air France. Lo ha sottolineato il ministro delle Economia Giulio Tremonti rispondendo a una domanda di Fabio Fazio durante la trasmissione «Che tempo che fa». «Per come era stata fatta l’offerta sarebbe costato uguale. Stiamo parlando di un’invenzione», ha comunque precisato Tremonti, ricordando che «Air France ha fatto un’offerta e poi è stata ritirata»”.

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Tassa sugli immigrati

Posted by Domenico Delle Side Wed, 14 Jan 2009 12:29:00 GMT

Siccome in Italia le tasse le pagano in pochi, quei geni dei nostri politici hanno pensato di metterne una sugli immigrati: gli stranieri sono più onesti, quindi la pagheranno.

A parte gli scherzi, l’idea ha un je ne sais quoi di stupido e riflette l’odierno agire politico: le leggi e le norme servono solo per suggestionare l’elettorato, non per determinare comportamenti sensati.

Ragioniamoci un attimo. Stando a quanto si legge, un immigrato dovrebbe pagare un balzello intorno ai 50 euro per rinnovare il proprio permesso di soggiorno. Orbene, nella grande maggioranza dei casi, gli immigrati sono persone relativamente indigenti, quindi per loro sarebbe sicuramente difficile sborsare quella somma.

Cosa accadrebbe, quindi, se questa norma venisse approvata? Un numero piuttosto congruo di persone vedrebbe rifiutata la propria domanda di rinnovo, così si trasformerebbero da un giorno all’altro in immigrati irregolari e scatterebbe d’ufficio la procedura di espulsione, che non è una cosa da niente, visto che per essere messa in atto richiede giudici, impiegati, forze di polizia, ecc…

Risultato? Per guadagnare 50 euro da un immigrato, se ne spenderebbero migliaia per spedirlo a casa e si correrebbe il rischio di trasformare una persona onesta in disonesta.

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Villari

Posted by Domenico Delle Side Mon, 12 Jan 2009 00:53:25 GMT

Mi rendo conto che per indole spesso tendo a semplificare troppo le cose, rischiando di prenderle sotto gamba o di tralasciare alcuni importanti dettagli. Sarà quindi colpa mia, colpa della mia mente abituata alle cose semplici, se oggi mi faccio questa domanda: se non lo vogliono, perché lo hanno votato?

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Autoassoluzione

Posted by Domenico Delle Side Sun, 21 Dec 2008 14:52:00 GMT

Bertrand de Jouvenel ci aveva avvissati: «Chi possiede il diritto di cambiare indefinitamente le regole dell’azione non ha mai bisogno di infrangerle». Negli ultimi tempi, tuttavia, siamo arrivati ad un livello superiore, ad un peggioramento di questo malcostume: il politico infrange le regole e poi trova il modo per non farsi processare. È vero, questa prassi è stata utilizzata in pochi ed eclatanti casi, poiché il politico medio ha numerosi mezzi per salvare il suo “onore”.

Prendiamo l’esempio di un deputato (o senatore); per intercettarlo c’è bisogno dell’autorizzazione della camera di appartenenza, che generalmente la nega. Risultato? Bisogna trovare un altro modo per ottenere le prove del supposto crimine. Cosa si può fare? Bene, il magistrato potrebbe pensare di effettuare una perquisizione in casa del deputato. Niente da fare, anche qui ci vuole l’autorizzazione.

Supponiamo che, nonostante tutti questi ostacoli, il magistrato che conduce l’inchiesta ottenga delle prove concrete, a tal punto da chiedere l’arresto di questo deputato. Anche in questo caso, c’è bisogno dell’autorizzazione della camera d’appartenenza, che la nega puntualmente.

Supponiamo ancora che, nonostante tutto, il procedimento vada avanti e supponiamo che i fatti riguardino una mazzetta presa per un appalto pubblico. Nella migliore delle ipotesi, la prima udienza del processo sarà dopo 6 mesi e il deputato, trattenuto da inderogabili impegni, non potrà parteciparvi: tutto rimandato. Mettiamo in conto che questa storia si ripeterà per un po’ di volte e mettiamo in conto anche che la giustizia italiana è ingolfata da milioni di cause. Tutto ciò porterà il procedimento ad una destinazione: l’assoluzione per prescrizione dell’imputato.

Squilli di tromba, titoloni di giornali, messaggi a reti unificate: “assolto il politico. Era tutto un teorema dei giudici”. Peccato che la prescrizione sancisca, in maniera implicita, la colpevolezza di un imputato: chi è innocente viene “assolto per non aver commesso il fatto”. Nella prescrizione, invece, si dice che, visto che è passato un tempo “lungo” da quando è stato commesso un reato, lo Stato rinuncia a perseguire il colpevole.

Tutto questo sistema è stato architettato dai nostri politici per salvarsi, per autoassolversi: sono necessari solo un po’ di pazienza e sufficienti risorse finanziarie per pagarsi un buon avvocato. Il risultato è garantito.

Per questo motivo, la nuova tantentopoli partenopea farà una brutta fine e tra qualche hanno vedremo tutti i politici coinvolti lamentarsi della magistratura che ha agito in maniera politica, sostituendosi all’elettore, infrangendo la volontà popolare.

Un vero e proprio “ego me absolvo” della politica intera.

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Un paese mafioso/1

Posted by Domenico Delle Side Wed, 10 Dec 2008 20:28:44 GMT

Di tanto in tanto è bene rinfrescare la memoria, quindi eccomi qui con un esercizio.

«Speriamo di non fare più queste cose sulla mafia, perché questo è stato un disastro che abbiamo combinato insieme, in giro per il mondo. Dalla Piovra in giù. Noi ce ne siamo resi conto, ma tutto questo ha dato del nostro Paese una immagine veramente negativa… Si pensa all’Italia, e sapete cosa viene in mente… C’è chi dice che c’è anche la mafia, nella realtà italiana. Ebbene, non so fino a che punto, rispetto alla realtà vera e operosa dell’Italia. Eppoi, che cos’è la mafia? Un decimillesimo, un milionesimo. Quanti sono gli italiani mafiosi rispetto a 57 milioni di cittadini? E noi non vogliamo che un centinaio di persone diano una immagine negativa in tutto il mondo…»

La frase dovrebbe essere stata pronunciata il 15 Ottobre 1994; indovinate da chi, anche se è facile…

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Bugie da auditel

Posted by Domenico Delle Side Mon, 01 Dec 2008 00:10:00 GMT

«La sinistra aveva dato un privilegio alle televisioni con gli abbonamenti, la sinistra aveva buoni rapporti con Sky. Noi abbiamo tolto un privilegio e portato il livello dell’Iva uguale per tutti ed in questo modo abbiamo penalizzato anche Mediaset, che sta facendo partire un’emittente analoga. Questo dimostra che la sinistra si è inventata il conflitto di interessi, oltretutto Mediaset non è concorrente di Sky che va sul satellite e ha altre regole».

Uno può anche pensare che Berlusconi abbia ragione: è una questione di opinioni e, si sa, quelle sono varie.

Quello che dice Berlusconi, tuttavia, esaurisce veramente la questione? Per rispondere a questa domanda, bisogna farsene altre e, di conseguenza, darsi alcune risposte.

Come guadagnano le televisioni private? Con la pubblicità.

Come viene stabilito il prezzo della pubblicità? In Italia, il prezzo degli spot televisivi viene stabilito in base ai dati Auditel: quanto maggiore è il numero di persone che drovrebbero guardare quel programma a quella data ora, tanto maggiore è il costo (nella stessa fascia oraria) dello spazio pubblicitario. Questo sistema è stato più volte criticato, ma, nonostante tutto, continua ad esistere dal 1984 circa.

Fatte queste premesse, ragioniamo un attimo su quali possano essere gli effetti della norma anti-Sky: è plausibile pensare che alcune persone, a fronte del probabile aumento dell’abbonamento, rinuncino ad usufruire dei servizi di Sky? Penso proprio di si.

Ci saranno non poche persone, quindi, che lasceranno Sky e, dovendo occupare il tempo nello stesso modo, probabilmente si dedicheranno alla visione dei programmi trasmessi dalle reti Mediaset.

Questo effetto farà probabilmente variare i dati forniti da Auditel, rendendo più costoso il piazzamento di uno spot? Si.

Chi ci avrà guadagnato? Bon…

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Cambiamenti gattopardiani

Posted by Domenico Delle Side Fri, 14 Nov 2008 16:14:12 GMT

Non poteva mancare oggi, giorno di protesta studentesca, un articolo/intervista all’amatissimo ministro della pubblica istruzioni, Maria Stella Gelmini.

Francamente, dal mio punto di vista parte male sin dalle prime battute: “Accanto a chi mi contesta le assicuro che sono molte di più le persone che incontro per strada e che mi incoraggiano a non mollare”. A questo punto, mi chiedo come un ministro possa incontrare molte persone per strada, visto che gira costantemente sotto scorta e che per questo motivo limita al minimo i contatti con la gente. Sarà telepatia.

Procediamo con l’intervista; ad un certo punto leggo: “Per la prima volta si affronta il tema della qualità seriamente. La scuola in Italia è come un motore rotto. E’ inutile aggiungere benzina, cioè soldi, se il motore è guasto”. Credo sia l’apoteosi della logica: visto che un motore è rotto, per ripararlo ci si mette meno benzina. Che impari da solo a ripararsi?

Il massimo, tuttavia, lo raggiunge con queste parole: “A questi ragazzi dico che capisco il loro disagio e che la loro preoccupazione è anche la mia. Io sto dalla loro parte, anch’io sono stata studente e ho avuto preoccupazione per il futuro. Mi ha particolarmente colpito lo slogan ‘La vostra crisi non la pagheremo noi’, ma io penso che questi ragazzi stiano già pagando un prezzo che si traduce in scarsa mobilità sociale, mancanza di un posto di lavoro sicuro e sfiducia nel futuro. Ma proprio questo stato di cose mi convince che occorre avere il coraggio di cambiare”.

A me sono suonate come evocative, quasi proustiane, visto che mi hanno ricordato il passato, un passato di letture (magari un po’ forzate, perché pensavo a giocare a pallone); mi hanno ricordato le parole di Tancredi ne Il Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!

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In arteriosclerosi veritas

Posted by Domenico Delle Side Mon, 10 Nov 2008 09:30:00 GMT

L’emeritissimo presidente della Repubblica Francesco Cossiga si è prodotto in nuove e sconcertanti dichiarazioni. Lui li vede come dei consigli, dei consigli ai navigati, ma fanno indubbiamente riflettere su 50 anni di storia italiana, falcidiati da stragi, misteri e malaffare.

Quelle di Cossiga sono dichiarazioni mosse dalla pazzia o dalla mancanza di freni inibitori?

Pensieri di quel genere, mi sembrano piuttosto ragionati. Per quanto sconcertanti e disumani, mostrano una sottile e malvagia logica che richiede una certa pratica; per questo penso che Cossiga, complice l’età, si sia lasciato sfuggire ciò che per tanti anni è stato fatto in Italia. Strategia della tensione, stragi nere e rosse possono essere il frutto di una politica deviata? Di una politica disposta a sacrificare vite umane pur di raggiungere i propri scopi?

Non voglio peccare di ingenuità, la politica è sporca, d’accordo, ma questo mi sembra troppo.

Sono convinto che le parole di Cossiga passeranno nel silenzio generale di TV e media in generale; i politici eviteranno di commentarle e se lo faranno cercheranno di far leva sulla sua età per convincere l’opinione pubblica che sia diventato pazzo.

Ripeto, per me non si tratta di semplice demenza senile, ma di una perdita di freni inibitori; un po’ quello che accade agli ubriachi che si lasciano andare ad affermazioni che mai farebbero da sobri. Come si dice in questi? in vino veritas ... Solo che per il nostro eroe si tratta di arteriosclerosi.

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Mariastar

Posted by Domenico Delle Side Sun, 19 Oct 2008 20:07:00 GMT

Ho letto con interesse un articolo-intervista sulla nostra amata ministra dell’istruzione, Mariastella Gelmini. Lettura stimolante, non tanto per i contenuti, quanto per l’ispirazione.

Quando sento parlare in politichese, cerco sempre di tradurre dentro me il suo discorso, sia per mantenere il cervello in forma, sia per rendermi conto delle baggianate che sta dicendo (cosa probabilissima). Allo stesso modo, quando leggo un articolo mi comporto in modo analogo, aiutato dal fatto che posso rileggere e ragionare su ciò che è scritto.

Mi sono, quindi, divertito a tradurre Mariastar (come la chiama la Littizzetto). In corsivo gli estratti dell’articolo, in grassetto la mia traduzione e/o le mie riflessioni.

«Spaventata dai cortei? Neanche un poco. Casomai più decisa di prima». Bene, ecco un’altra malata di cazzutismo!

... Vorrebbe che si ragionasse sul fatto che in questo Paese il numero degli addetti alla scuola è stato gonfiato in misura assurda. «Un milione e 300 mila persone. Questo ha comportato un aumento della spesa negli ultimi 10 anni del 30%, siamo passati da 33 a 43 miliardi di euro. Non ce lo possiamo permettere ». I debiti di Alitalia, invece, ce li possiamo permettere.

...«I sindacati hanno messo in giro la voce che licenzieremo migliaia di insegnanti e molti finiranno negli uffici postali. Falso. Lo dico ad alta voce: non licenzieremo nessuno». Mariastar dice la verità, non licenzieranno alcuna persona, infatti lasceranno soltanto che migliaia di contratti a tempo determinato terminino naturalmente e poi non li rinnoveranno più. Non un licenziamento, quindi… eh si, bisogna essere tecnici quando si parla!

...Serve però un utilizzo migliore dei fondi. «Questo riguarda anche le università. Ci sono almeno 5 atenei con i conti fuori controllo. L’università rischia di finire come l’Alitalia e io voglio mettere mano subito a una riforma ». Ce ne sono troppe. traduzione: «Ecco, qui devo trovare una scusa per poter intervenire anche sull’università»

... Allora sta pensando al turnover, una quota del 20% dei docenti che escono andrebbe ai precari, «premiando i più meritevoli…». traduzione: «Il sistema con cui vengono scelti professori e ricercatori non ci consente di poter piazzare a piacimento i più bravi (ovvero quelli che piacciono a noi), quindi va cambiato».

«Non ho capito la levata di scudi sulle classi separate. Se un bambino straniero che non conosce l’italiano studia la lingua in corsi separati cos’è, razzismo o buonsenso?». Come ha fatto notare la buona Littizzetto, il meccanismo è questo: per far imparare l’italiano ad un bambino straniero, lo si mette in una classe in cui nessuno parla italiano. Sono dei geni!

«Nelle università si fanno sentire solo i docenti di sinistra. Sarebbe ora che anche i moderati, per la miseria, mostrassero gli attributi». Forza della convinzione: sono gli altri che sbagliano! In pratica, è colpa dei moderati senza palle se tutti questi di sinistra protestano. Improbabile che i professori, a prescindere dalla loro orientazione politica, siano contrari ai provvedimenti di Mariastar!.

Mi rendo conto sempre di più di quanto sia necessario farsi sempre domande, chiedersi se siano quantomeno plausibili le parole dei politici. Anche se un po’ brutale, è proprio vero: “ci pisciano addosso e dicono che piove”!

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Ma che stai a di'?

Posted by Domenico Delle Side Fri, 18 Jul 2008 13:35:00 GMT

Dichiarazione di Veltroni: «Berlusconi c’e’ ma il berlusconismo e’ finito, non e’ piu’ in grado di dare risposte alla crisi dell’Italia».

Ma questo ha mai capito cosa sia il Berlusconismo?

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