La legge ed il buonsenso

Posted by Domenico Delle Side Sun, 17 Jan 2010 11:33:00 GMT

Negli anni passati, ho trascorso uno stupendo periodo di lavoro a Milano; sono stati anni in cui sono cresciuto e che mi hanno insegnato tanto della vita; anni in cui ho avuto la fortuna di conoscere persone che hanno arricchito la mia umanità e senza le quali sarebbe stato tutto meno bello.

Una cosa che mi ha colpito sin da subito, tuttavia, è stata la presenza di un regolamento per qualunque cosa: si andava al parco e c’era il regolamento per la fruizione del parco; si prendevano i mezzi pubblici e c’era il regolamento dell’ATM; si andava al museo e c’era il regolamento del museo e così via.

La cosa, lo ripeterò all’infinito, mi ha colpito molto, visto che provengo da una terra in cui questo tipo di attenzioni sono praticamente sconosciute.

Fatto sta che, nonostante questi rigidi elenchi di diritti e doveri, il buonsenso era comunque latitante, visto che al parco c’era comunque gente che calpestava le aiuole, sui mezzi pubblici c’era chi si metteva nei posti più lontani dall’autista per fumare e nei musei si facevano foto anche se proibito.

Oggi, dopo un buon caffé, mi sono dato alla lettura di notizie e scopro che il ministro Brunetta vuole mandare fuori di casa i ragazzi, non appena diciottenni ; così, da matematico per diletto, faccio due più due e mi rendo conto di non ottenere un quattro preciso, ma quattro più un’anomalia, quella italiana.

Siamo un paese pieno zeppo di leggi, leggi che pretendono di indirizzare ogni nostro comportamento. Ad esempio, visto che stiamo andando verso una società che impedisce ai ragazzi di crescere facendo le loro esperienze, il ministro Brunetta vuole farne una che obblighi questi ragazzi ad uscire di casa! Ora, non per parlare male di Brunetta, perché è come sparare sulla Croce Rossa, ma a me questa più che un’idea sembra una fesseria. E di fesserie come questa ce ne sono tante.

Fatti due altri conti, si può capire facilmente che in queste fesserie il malato principio italico è: “c’è un comportamento sbagliato? Bene, faccio una legge che lo vieta!”. È palese che questa strategia sia perdente in partenza e serve solo a salvare le apparenze. Immaginate per un attimo un genitore che becca il figlio a fumare e gli dice: “Ti proibisco di fumare”. Secondo voi cosa farà il figlio? Continuerà a fumare ancora più di nascosto, è semplice. Allo stesso modo, i continui abbassamenti del tasso di alcol nel sangue non impediscono che gli incidenti stradali causati dall’ubriachezza continuino a mietere vittime.

Dal mio punto di vista, la situazione italiana è quella di una società in cui l’illegalità e fortemente diffusa ed in cui il buonsenso latita; capita spesso che, laddove un po’ di buonsenso ci porterebbe a comportarci in maniera corretta, il legislatore intervenga con leggi che, invece, il buonsenso lo travalicano del tutto.

Purtroppo, la strategia di questa politica non funziona, non è quello di cui abbiamo bisogno. Dipendesse da me, imporrei per legge il buonsenso.

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