Paura, incertezza e dubbio
Domenico Delle Side, 19 Dicembre 2011
Agli albori degli anni 70, Gene Myron Amdahl abbandonò il suo lavoro alla IBM per fondare una sua azienda, la Amdahl Corporation. Forte delle sue competenze e del suo intuito, Amdahl riuscì in breve a presentare sul mercato dei computer mainframe in grado di superare in prestazioni, affidabilità e prezzo quelli di IBM.
IBM, gigante dell’informatica, si trovo spiazzata dal punto di vista tecnico, poiché non era in grado di offrire ai suoi clienti un prodotto altrettanto conveniente, così decise di affrontare il problema cercando di convincere i suoi clienti che sarebbe stato meglio per loro rimanere con IBM, instillando in loro paura, incertezza e dubbio.
Fu così, a grandi linee, che Amdahl creò l’acronimo FUD, dall’inglese Fear, Uncertainty and Doubt; riportando fedelmente le parole di Amdahl, otteniamo una prima definizione di questo termine: “FUD is the fear, uncertainty, and doubt that IBM sales people instill in the minds of potential customers who might be considering Amdahl products” (tradotto: “FUD è la paura, l’incertezza ed il dubbio che i commerciali di IBM instillano nelle menti dei potenziali clienti che potrebbero considerare l’acquisto dei prodotti Amdahl”).
Nella pratica, le cose possono essere andate più o meno in questo modo: ai clienti che minacciavano IBM di passare al sistema più conveniente, si cercava di trasmettere un’ombra di paura circa la possibilità che questo sistema non sarebbe stato effettivamente conveniente, oppure incertezze circa la possibilità di conservare e poter riutilizzare i propri dati, oppure il dubbio che questa nuova azienda, a lungo andare, sarebbe stata fagocitata dal mercato e loro sarebbero rimasti senza alcuna assistenza tecnica in caso di problemi.
Da allora il FUD si è evoluto, fino a diventare oggi una vera e propria tecnica di marketing, utilizzata sia nelle vendite, nelle public relations e, soprattutto, nella politica.
Pochi anni addietro (era circa il 2002) ad esempio, abbiamo assistito ad un clamoroso caso di FUD per giustificare la guerra in Iraq, George W. Bush dichiarò che in quel paese erano presenti armi di distruzione di massa, cosa che ammorbidì l’opinione pubblica e consentì lo svolgersi di quella guerra, che tanto dolore è costato alle famiglie americane e non. Sarà superfluo ricordarlo, ma a distanza di 9 anni, di quelle armi di distruzione di massa non si è ancora trovata traccia.
Senza andare così lontano, i casi politici di FUD si trovano anche nella nostra Italia, pensate per un attimo a come Berlusconi abbia utilizzato la categoria dei “comunisti”; nel suo discorso con cui “discese in campo” affermò addirittura di farlo per paura che i comunisti trasformassero l’Italia in una nazione illiberale. Di FUD si tratta anche nel caso della Lega, che sfrutta la paura verso il diverso, verso il clandestino o l’extracomunitario in genere, come causa di tutti i mali della società del nord Italia.
Senza andare ancora così lontano, altri casi politici di FUD si possono trovare nella stessa città di Lecce, quando ad esempio un candidato per le primarie afferma che, se vincesse il suo avversario, alle successive comunali la coalizione perderebbe sicuramente; oppure quando lo stesso candidato si chiede se, in caso di una sua vittoria alle primarie, l’altro lo appoggerebbe.
Questa tecnica, quindi anche nel caso leccese, fa appello alla paura del ricevente; in special modo nella politica, si tenta di stimolare emozioni negative nell’elettore per ottenere consenso, utilizzando sofismi che non hanno alcun sostegno logico.
È interessante notare che, nonostante il FUD, Amdahl e la sua azienda riuscirono a competere con IBM nel settore dei mainframe, fino ad imporsi anche come leader del relativo mercato per un consistente periodo di tempo. Oggi la Amdahl Corporation non esiste più (ha cessato le sue attività nel 2007, 37 anni dopo la sua nascita), ma Gene, nonstante i suoi quasi 90 anni, è ancora attivo nel mondo dell’informatica.






