Servizio pubblico

Domenico Delle Side, 19 Aprile 2009

La polemica sulla puntata di AnnoZero del 9 Aprile è terminata nel silezio. Sulle prime fa incazzare (i politici) che qualcuno (Santoro e la sua redazione) si permetta di fare inchieste e far venire fuori responsabilità, ma poi a freddo ci si rende conto che la migliore arma è quella del silenzio e non se ne parla più, facendo spegnere tutto nell’indifferenza.

Solo una settimana fa si affermava riguardo alla puntata incriminata che “una televisione pubblica non può comportarsi così”, aggiungendo che quella di Santoro è stata una trasmissione “indecente” (che, assieme ad “indegno”, è l’aggettivo spregiativo preferito dai politici).

Se quello di Santoro è stato un comportamento indecente e una televisione pubblica (“pagata con i soldi dei cittadini”, che ci sta sempre bene!) non può comportarsi a quel modo, allora una televisione privata, invece, può farlo?

Una televisione privata, pagata con i soldi degli azionisti, può permettersi attacchi indecenti e comportamenti che non competono ad un servizio pubblico?

Eppure, si tratta sempre di giornalismo e dalle accuse sembrerebbe di capire che ci sia un tipo di giornalismo adatto alla TV pubblica ed un altro tipo (magari un po’ indecente), adatto alla TV privata.

Sulle prime direi che è probabile che sia così, tuttavia oggi non c’è una grande differenza tra la televisione pubblica e quella privata. Oggi il servizio pubblico non estiste più, è tutto esternalizzato, soprattutto le idee.

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