Bugie da auditel

Domenico Delle Side, 01 Dicembre 2008

«La sinistra aveva dato un privilegio alle televisioni con gli abbonamenti, la sinistra aveva buoni rapporti con Sky. Noi abbiamo tolto un privilegio e portato il livello dell’Iva uguale per tutti ed in questo modo abbiamo penalizzato anche Mediaset, che sta facendo partire un’emittente analoga. Questo dimostra che la sinistra si è inventata il conflitto di interessi, oltretutto Mediaset non è concorrente di Sky che va sul satellite e ha altre regole».

Uno può anche pensare che Berlusconi abbia ragione: è una questione di opinioni e, si sa, quelle sono varie.

Quello che dice Berlusconi, tuttavia, esaurisce veramente la questione? Per rispondere a questa domanda, bisogna farsene altre e, di conseguenza, darsi alcune risposte.

Come guadagnano le televisioni private? Con la pubblicità.

Come viene stabilito il prezzo della pubblicità? In Italia, il prezzo degli spot televisivi viene stabilito in base ai dati Auditel: quanto maggiore è il numero di persone che drovrebbero guardare quel programma a quella data ora, tanto maggiore è il costo (nella stessa fascia oraria) dello spazio pubblicitario. Questo sistema è stato più volte criticato, ma, nonostante tutto, continua ad esistere dal 1984 circa.

Fatte queste premesse, ragioniamo un attimo su quali possano essere gli effetti della norma anti-Sky: è plausibile pensare che alcune persone, a fronte del probabile aumento dell’abbonamento, rinuncino ad usufruire dei servizi di Sky? Penso proprio di si.

Ci saranno non poche persone, quindi, che lasceranno Sky e, dovendo occupare il tempo nello stesso modo, probabilmente si dedicheranno alla visione dei programmi trasmessi dalle reti Mediaset.

Questo effetto farà probabilmente variare i dati forniti da Auditel, rendendo più costoso il piazzamento di uno spot? Si.

Chi ci avrà guadagnato? Bon…

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