Cambiamenti gattopardiani
Domenico Delle Side, 14 Novembre 2008
Non poteva mancare oggi, giorno di protesta studentesca, un articolo/intervista all’amatissimo ministro della pubblica istruzioni, Maria Stella Gelmini.
Francamente, dal mio punto di vista parte male sin dalle prime battute: “Accanto a chi mi contesta le assicuro che sono molte di più le persone che incontro per strada e che mi incoraggiano a non mollare”. A questo punto, mi chiedo come un ministro possa incontrare molte persone per strada, visto che gira costantemente sotto scorta e che per questo motivo limita al minimo i contatti con la gente. Sarà telepatia.
Procediamo con l’intervista; ad un certo punto leggo: “Per la prima volta si affronta il tema della qualità seriamente. La scuola in Italia è come un motore rotto. E’ inutile aggiungere benzina, cioè soldi, se il motore è guasto”. Credo sia l’apoteosi della logica: visto che un motore è rotto, per ripararlo ci si mette meno benzina. Che impari da solo a ripararsi?
Il massimo, tuttavia, lo raggiunge con queste parole: “A questi ragazzi dico che capisco il loro disagio e che la loro preoccupazione è anche la mia. Io sto dalla loro parte, anch’io sono stata studente e ho avuto preoccupazione per il futuro. Mi ha particolarmente colpito lo slogan ‘La vostra crisi non la pagheremo noi’, ma io penso che questi ragazzi stiano già pagando un prezzo che si traduce in scarsa mobilità sociale, mancanza di un posto di lavoro sicuro e sfiducia nel futuro. Ma proprio questo stato di cose mi convince che occorre avere il coraggio di cambiare”.
A me sono suonate come evocative, quasi proustiane, visto che mi hanno ricordato il passato, un passato di letture (magari un po’ forzate, perché pensavo a giocare a pallone); mi hanno ricordato le parole di Tancredi ne Il Gattopardo: “Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi!”





